Tecnologia

Quando la Tecnologia sforna Asini

Son sempre stata promotrice e appassionata di innovazioni tecnologiche, ma solo quando era finalizzata alla crescita personale e non all’analfabetismo mentale.

L’avvento di internet ha aperto nuove prospettive, le informazioni diventavano sempre più facilmente fruibili. Il documentarsi su un argomento diventava quasi immediato. Insomma l’ignoranza non era più ammessa.

E ora mi trovo a ragionare anche sugli aspetti negativi di questi indotti tecnologici. Sempre più App che fanno di tutto, ma è sempre un bene? Ci facilitano la vita certo, ma parlando con le nuove generazioni mi son resa conto che i loro cervelli sono sempre più anestetizzati e dipendenti da queste “scorciatoie”.

Le App e la scuola

 

Anche io come tutti voi ho il cellulare pieno di App, ne utilizzo una per scrivere proprio ora, ma mi chiedo quanto possa far bene ad uno studente il dipendere completamente da un dispositivo, nel momento più delicato per la sua vita, quello in cui deve apprendere per formare un propria cultura e intelligenza. Molti ragazzi adolescenti non sanno quanto è appassionate il ricercare nella realtà le e cose. Leggere un libro tematico, passare ore in biblioteca per fare una ricerca, le comitive di gruppi di studio per preparare un compito in classe o un esame. Tutto congelato in una connessione internet e in un pc o Smartphone. Tutto questo non rimane nei loro cassetti della memoria e poi si scioglierà come neve al sole.

Matematica con una foto

E poi guardando per curiosità negli store di App me ne compare una che addirittura risolve le espressioni matematiche partendo da una foto. Mi congelo e penso a tutti gli sforzi che ho fatto nei miei studi per imparare la matematica e ora ringrazio il cielo per non essermi arresa alle prime difficoltà. Quando quel telefono non funzionerà che faranno questi ragazzotti??

Ma che ne sanno i prof?

Purtroppo nulla!

Orde di studenti scattano una foto, soprattutto durante i compiti in classe, credendosi i più intelligenti, copiano la risoluzione di un’espressione o di un’equazione e così hanno fregato il sistema. Cioè hanno fregato se stessi ma ancora non lo sanno. Si sono privati del piacere di nutrire la propria mente con nuove sfide e così vivono anestetizzati nella falsa convinzione di essere proprio furbi.

E i prof purtroppo sono indietro, una generazione vecchia che molte volte non si riesce a rapportare con i giovani e con le evoluzioni tecnologiche sempre più prepotenti. Anche loro anestetizzati nelle loro convinzioni, avviliti dall’impotenza di questa struttura scolastica che proprio non ce la fa a stare al passo. Sempre almeno 5 o 10 anni indietro rispetto al presente tecnologico. Senza motivazioni e stimoli, se non quello di portare uno stipendio a casa.

Il Futuro non sono solo i giovani!

Insomma il nostro futuro non sono solo i giovani, ma siamo anche noi che dobbiamo trasmettere loro le basi per l’evoluzione personale. Quello che abbiamo ricevuto dobbiamo trasmetterlo, diamogli la passione per la conoscienza. E per farlo siamo un pò più furbi impariamo a parlare con loro e seguiamo le novità tecnologiche per non passare per tonti e per non crescere giovani idioti strafottenti.

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a presto

Laura

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