Google PlusMarketingPrivacy

IL GDPR FUNZIONA DAVVERO?

Il GDPR funziona?

Il caso Google Plus

Ecco come una nuova normativa può far cambiare direzione ad un colosso come Google. Qualche tempo fa feci un articolo che parlava del potenziale di G+ prospettando un’affluenza di utenti a questo strumento social di Google dovuta principalmente alle modifiche dell’algoritmo di Facebook. Un Facebook che diventava invalidante per chi viveva di pubblicazioni con diffusione organica. Ipotesi basata sulla situazione di quel periodo dove Facebook aveva appena acquisito Instagram e si apprestava ad acquisire Whatsapp e per il mercato italiano soprattutto non vi era molto sviluppo per Twitter e Snapchat dove quest’ultimo era ancora in fase embrionale.

GDPR E COMUNICAZIONI

Ma cosa è successo?

Beh che dire l’improvvisa decisione di G+ di chiudere i battenti mi ha fatto riflettere. Decisione alquanto improvvisa che pare sia dovuta alla scoperta di un bug nelle API di Google+, corretto poi a marzo 2018, che però ha esposto i dati del profilo di 500.000 utenti.

Conseguenze del GDPR

Google Plus diventa Google My Business

Viste le recenti normative sulla Privacy non ci voleva proprio per casa Google. Da qui la scelta di non proseguire con questo strumento che faticava a decollare, mantenendo unicamente la versione business mutata in Google My Business, che pare non sia stata colpita da questo bug e quindi risulti tutt’ora la più sicura.

Ma perchè solo il colossi si adeguano?

Alla luce dell’accaduto mi chiedo quanti nostri dati siano stati gettati al vento in questi anni e non mi stupisco più delle continue chiamate di telemarketing invadenti e pressanti che mi costringono ad avere una lista infinita di numeri bloccati sul cellulare. E mi chedo come mai non ci siano state conseguenze per questi callcenter che utilizzano i nostri dati senza alcun consenso da parte nostra e che insistono ripetutamente al limite dello stalking.

Due pesi e due misure

Occhio ai furbetti

Ma il GDPR funziona davvero o i furbetti ne rimangono invisibili e quindi continueranno ad  infischiarsene vessandoci impunemente? Una riforma che opera a tutelare gli utenti o battere cassa dai colossi?

Per ora si sente parlare solo di multe milionarie e conseguenti ricorsi su ricorsi per i colossi internazionali. E sono sempre più testimone di come lo spauracchio della nuova normativa Privacy spaventi unicamente quelle aziende che vogliono lavorare correttamente e non vogliono incorrere in sanzioni per minimi errori burocratici, per qualche firma mancata, magari dovuta alla ancora incerta applicazione della normativa.

Prestiamo tutti attenzione a chi ci contatta e a come ha ottenuto i nostri dati, perchè se non avete rilasciato alcun consenso all’utilizzo dei vostri dati allora chi vi contatta non sta facendo le cose correttamente, e chi me lo dice che poi sarà corretto anche con voi? Le truffe viaggiano con questi mezzucci…

OCCHIO!!!!

Leggi i miei articoli qui, oppure seguimi su Facebook per restare sempre aggiornato

A Presto

Laura

Rispondi